RENATA BONFANTI

Renata Bonfanti

Ho studiato all’Istituto Statale d’Arte di Venezia e alla Kvinnelige Industriskole di Oslo all’inizio degli anni 50.
Il mio lavoro si svolge in un laboratorio-studio dove tutte le operazioni, dal progetto all’esecuzione, vengono realizzate in un unico spazio operativo.

Nel corso degli anni il laboratorio, attrezzato anche con telai meccanici, venne modificato varie volte. E’ sempre stato però organizzato in modo da utilizzare i telai da tessitura come strumenti di progettazione oltre che di produzione.

Verso la fine degli anni ’50 e durante tutti gli anni ’60, mi interessai molto all’industrial design ed ebbi occasione di disegnare per diverse industrie.
Erano anche gli anni di una sconvolgente ma stimolante innovazione tecnologica e nel mio laboratorio si faceva molta sperimentazione.

Questa ricerca mi portò a progettare arazzi e tappeti tessuti a mano in cui i fili di fibre artificiali erano contrapposti ad altri di fibre naturali. In seguito l’interesse per i disegni di intreccio mi portò a privilegiare lana, lino e cotone.

A partire dagli anni ’70 i miei tappeti divennero sempre più decorati e, talvolta, anche figurativi. Divennero in realtà degli arazzi da usare indifferentemente a pavimento come a parete.

L’idea non mi fu suggerita dalla pittura ma piuttosto dall’architettura. Ho sempre pensato alla tessitura come elemento architettonico e non riesco a disegnare un tappeto, un arazzo o un tessuto senza prefigurarmi la loro collocazione. Intervenire in uno spazio interno con una sequenza cromatica o figurativa che lo modifichi o lo completi è sempre stato per me un argomento di massimo interesse.

Nel laboratorio di Renata Bonfanti si può ancora veder tessere a mano arazzi e tappeti. I disegni sono attuali, le tecniche di lavorazione antichissime.

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